
TRS ore 20.30
Mi permetto in questa nota di chiudere la chiosa,come suole dirsi sui temi che ho trattato in trasmissione durante queste settimane.Tacciato dal presidente federale Belloli di essere contro i giovani,contestato dal brillante avvocato De Pasquale lascio passare qualche giorno.…poi adesso scrivo:
Tralascio il commento sulle parole di Belloli,il suo ruolo istituzionale lo ha portato ad affermare questo,non gli sono contro,ne ferito nell’ anima,ha solo difeso la sua posizione e quella espressa dai 41 o 44 presidenti che hanno votato questa norma,non contesto De Pasquale ha proposto,ha raccolto voti,ha fatto si che un suo modo di pensare,di agire diventasse realtà nell’ ambito dei campionati dilettantistici.
Personalmente considero il discorso sui giovani il più grave ed aberrante caso di deviazione federal‐calcistica di questi anni,più le difficoltà aumentano più i giovani da scaraventare su di un campo in nome di viva e largo ai giovani è praticato con ugual misura come avvenivano le decapitazioni al tempo della rivoluzione francese,vai gioca poi sparisci.
Nobile l’ intento,dare spazio alla gioventù,bello ricco di valori se DAVVERO si crede in questo,l’ esperienza di questo ventennio in serie D ci portano a risultati diversi,assolutamente incontrovertibili,senza dilungarci,è successo esattamente il contrario di quello che che i puri e sopra tutto i furbetti di palazzo e di bottega,speravano.Due semplici domande,quanti di quei ragazzi datati 80 in su non giocano più,quanti di quei onesti lavoratori della pedata hanno dovuto abbandonare la categoria per far spazio a talenti poi inespressi o a carneadi con la carta d’ identità valida per quel momento,quanti?
Sfogliate almanacchi,rileggete le vecchie formazioni delle vostre squadre del cuore,poi lascio a voi la risposta,scusatemi,non sono ne mago,ne indovino,ma la conosco già.
Allora adesso smettiamola con la BARZELLETTA del giovane,parliamo di cose VERE.
Si parla di costi enormemente lievitati,di sponsor spariti,insomma il bilancio non si quadra più,giusto ridurre ma ONESTO ridimensionare il tutto a partire dalla categoria in primis.
E’ come andare per tanto tempo in Ferrari,poi scendere alla BMW,poi all’Alfa Romeo poi scendere ancora sino alla Panda e in nome di questo predentere che anche gli altri lo facciano;chiedo scusa se uno vuole continuare ad andare in Ferrari,perché in nome di una pardondicio federal-amministrativa,OBBLIGARE tutti alla Panda?
La realtà dice che troppe società hanno viaggiato in Ferrari quando non potevano permetterselo,adesso che la Ferrari è un ricordo,e un peso da pagare,piangere,mostrarsi austeri signori di un passato…rinnegato.
Traduzione della metafora:troppe società hanno fatto campionati superiori alle loro possibilità,svenandosi allegramente,poi di questi tempi pianto miseria,poi OBBLIGARE tutti nel fare altrettanto.Cari signori la prima cosa è tornare alla cara e vecchia norma di valutare sempre chi sei,dove sei,dove vuoi e puoi,se puoi arrivare,e da questa semplice constatazione costruire il tuo presente,e serenamente vivere il futuro.
Troppe lacrime versate..da coccodrillo in nome del dio denaro,neanche un sussulto di coscienza quando si parla di ridimensionamento societario nell ‘ambito del comitato.
Non ho mai sentito nessuno dire la cosa più SEMPLICE,ONESTA,LEALE,che un presidente di una squadra in difficoltà può dire:“questo campionato non fa più per noi ne facciamo uno o due gradini sotto”.Mai sentito,mai.
Scusate 41 o 44 presidenti che siete,sono certo che nessuno di voi ha mai pensato questo,troppo impegnati nel difendere la categoria(mai capito il perché),il massificare il fare numero nell’ intento di far si ‚che in nome di una cosa nobile quale il giovane da far giocare,si possa continuare ha fare ed avere stessa serie.
Nessuno e dico nessuno si preoccupa di chi va al campo e assiste alla partita,nessuno di voi si chiede se quello è uno spettacolo o una prestazione degna di quel contesto?
Tutti si preoccupano di sponsor che vengono meno,nessuno dice spettacoli e attori mediocri allontanano tali.
Ultima riflessione:adesso dalla lega dilettanti mi aspetto che cantino le lodi alla rappresentativa di lega,useranno il solito copione“avete visto,la nostra politica,le nostre lungimiranti scelte,bla bla bla”.
Permettetemi di dire e penso a nome di molti,del Viareggio al di là dei vertici non gle ne frega a nessuno .Scommettiamo che questa sarà la prima cosa che diranno a giorni???
Fine prima parte,siamo solo all’ inizio di un percorso come lo chiamano loro,il proseguimento della sceneggiata secondo me.
lucio devecchi










Totalmente d’accordo.
Facendo un paragone forte è come un genitore che vanta di voler “un figlio disciplinato”, ma lo strumento è picchiarlo a sangue per frenarne le marachelle.
Insomma motivazione giusta (valorizzare i giovani) con cui si sciacquano la bocca ma metodo sbagliato e prevalentemente strumentale ad altri interessi, non sportivi né formativi per la crescita di un giovane calciatore.
Solo un appunto sull’aspetto “qualità crollata”. Non è giusto a mio parere assegnare troppa responsabilità su tale problematica alla “questione giovane”, diciamo che è una correlazione di “errori progettuali” (o meglio, mancanza di progettualità e idee) da parte della Federazione, in primis, e poi da parte delle società. Con colpe anche dei calciatori per carità a cui, a troppi, non basta più la sola passione per essere motivati, ma anche lauti rimborsi.
IN SERIE D, dove la regola a 4 giovani (e ora 5) esiste da molti anni, si è visto a cosa è servita, e quanto a livello di riduzione costi + valorizzazione VERA dei vivai, è servita. A nulla. E la finiscano di raccontarcela che il tutto sarà comunque un incentivo — forzatura per obbligare le società. L’esperienza della D già insegnerebbe.
Si pensi piuttosto a ricreare una mentalità veramente sportiva. A cominciare da quei troppi genitori che infesteranno ulteriormente le tribune gridando contro l’arbitro dall’inizio alla fine, ritenendo il figlio ragazzino un fenomeno calcistico. A volte invece solo da baraccone, come loro.